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Contrattura capsulare dopo le protesi mammarie

La complicanza più frequente dopo la mastoplastica additiva – che cosa significa, come si cura e perché solo beautyprotect la copre per intero.

Ultimo aggiornamento
agosto 2026

Questa è una traduzione di cortesia. In caso di divergenze prevalgono la versione tedesca e le condizioni di assicurazione delle compagnie.

Che cos'è la contrattura capsulare?

La contrattura capsulare (o indurimento della capsula) è la complicanza tardiva più frequente dopo una mastoplastica additiva con protesi. Si manifesta quando il tessuto cicatriziale che si forma naturalmente attorno a ogni protesi si ispessisce e si indurisce in modo eccessivo.

Il corpo umano reagisce a ogni materiale estraneo formando una cosiddetta capsula di tessuto connettivo. Nella maggior parte dei casi questa capsula è sottile e non dà problemi. Con la contrattura capsulare, invece, il tessuto diventa duro, si contrae e preme sulla protesi – con dolore, cambiamenti di forma e, nei casi gravi, rottura della protesi.

Cause e fattori di rischio

La causa esatta non è ancora del tutto chiarita, ma questi fattori aumentano il rischio:

  • Infezioni: anche una contaminazione batterica minima al momento dell'inserimento della protesi
  • Ematomi: le raccolte di sangue nell'area operata favoriscono la cicatrizzazione
  • Posizione della protesi: le protesi collocate davanti al muscolo hanno un rischio più alto
  • Superficie della protesi: le protesi lisce mostrano tassi di contrattura capsulare leggermente più alti
  • Radioterapia: le donne che hanno ricevuto radioterapia al seno hanno un rischio nettamente maggiore
  • Predisposizione genetica: la tendenza a una cicatrizzazione eccessiva può essere ereditaria

La classificazione di Baker (gradi I–IV)

I medici distinguono quattro gradi di gravità:

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GradoDescrizioneSintomiTrattamento
Grado ICapsula normaleSeno morbido, aspetto naturaleNessun trattamento necessario
Grado IILieve indurimentoSeno leggermente indurito, aspetto normaleOsservazione, eventualmente massaggio
Grado IIIIndurimento moderatoChiaramente duro al tatto, lieve cambiamento di formaSpesso consigliato il trattamento chirurgico
Grado IVContrattura capsulare graveDuro, doloroso, deformazione marcataTrattamento chirurgico necessario

Trattamento e costi

Dal grado III in poi serve di norma un trattamento chirurgico. Gli interventi sono essenzialmente due:

Apertura della capsula (capsulotomia)

La capsula indurita viene incisa o allargata chirurgicamente. È un intervento contenuto, eseguito in regime ambulatoriale o con un breve ricovero. Costo: 1.500–4.000 €.

Rimozione della capsula e sostituzione della protesi (capsulectomia)

Nelle forme gravi si rimuove l'intera capsula e si sostituisce la protesi. È l'intervento più impegnativo, in anestesia generale e con alcuni giorni di ricovero. Costo: 4.000–10.000 € e oltre.

Importante: il SSN cura la complicanza – un'infezione, un'emorragia, un ricovero d'urgenza vengono trattati come qualsiasi altra necessità sanitaria. Ma la chirurgia di revisione che serve a ricostruire il risultato estetico non rientra nei livelli essenziali di assistenza quando l'intervento di partenza era a finalità puramente estetica. Senza una polizza per le complicanze, quella parte resta a carico tuo.

Chi paga in caso di contrattura capsulare?

È qui che il confronto tra le compagnie diventa decisivo:

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CompagniaContrattura capsulare coperta?Dettagli
beautyprotect✓ Per interoTutti i gradi, tutti i trattamenti inclusi, nessuna franchigia
medassure~ In parteSolo alcuni gradi, possibile franchigia
safe4beauty✗ EsclusaLa contrattura capsulare è esplicitamente esclusa

Domande frequenti sulla contrattura capsulare

Quanto è frequente la contrattura capsulare?

Secondo le stime, fra il 5 e il 30 % delle donne portatrici di protesi mammarie sviluppa nel tempo una contrattura capsulare. Il rischio cresce con l'età delle protesi. Dopo 10 anni fino al 20 % delle pazienti presenta una contrattura capsulare che richiede trattamento (grado di Baker III/IV).

Si può prevenire la contrattura capsulare?

Evitarla del tutto non è possibile, ma il rischio si può ridurre: tecnica chirurgica sterile, prevenzione degli ematomi, eventuale profilassi antibiotica e controlli regolari. Alcuni studi indicano che le protesi testurizzate possono abbassare leggermente il rischio.

Posso ancora assicurarmi se ho già le protesi?

Sì. beautyprotect copre anche i trattamenti già effettuati – quindi anche se hai già le protesi. La copertura vale dalla sottoscrizione in poi, per le complicanze future.

Quanto costa beautyprotect al mese?

beautyprotect propone tre tariffe: LITE da 11,90 €/mese, PRO e VIP con copertura estesa. La prima durata è di 12 mesi, poi la disdetta è mensile. Nessuna franchigia.